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I trend del Mobile in Italia, lanciare un’app, consigli per avviare un’impresa

Il Mobile nel nostro Paese non è il futuro, ma il presente. La ricerca pubblicata il 26 gennaio 2012 dal Politecnico di Milano su Mobile Marketing & Service ci mostra dati incredibili: la penetrazione degli smartphone a fine 2011 supera i 20 milioni di utenti, pari al 42% dei possessori di telefoni cellulari; la banda larga Mobile è pari al 42,5% dellapopolazione; il numero di italiani che utilizzano Internet da cellulare ogni mese è di circa 15 milioni, trascorrendo una media di 45 minuti al giorno su browser mobili.
Il numero di aziende che stanno adottando il Mobile Marketing per stringere il rapporto con gli utenti è in forte crescita sia attraverso applicazioni
che siti Mobile sfruttandone la geo-localizzazione, la tempestività e la socialità.
Emerge inoltre un’enorme ricchezza di imprese italiane, agenzie e centri media, specializzate in questo settore.
Spesso però essere presenti su Mobile equivale a presidiare la piattaforme senza obiettivi e strategie. L’impegno si concentra nella creatività e nello sviluppo, ma non prevede la fase di promozione.
La storia si ripete e, come avveniva per i video su YouTube, oggi si crede che sia sufficiente mettere un’applicazione su App Store o Android Market per renderla scaricabile da milioni di utenti e quindi virale senza alcun tipo di pianificazione..così come per magia.
In questo ebook facciamo il punto sui nuovi trend del mondo Mobile a livello internazionale con un focus sul nostro Paese, consigliamo come preparare il lancio di un’applicazione, forniamo spunti pratici per
iniziare a fare Mobile Marketing oltre ad alcuni suggerimenti pratici per diventare subito uno startupper.

2. TREND MOBILE

2.1 Dati internazionali

Circa un milione di applicazioni pubblicate tra App Store e Android Market è un dato significativo perché ci fa capire come i due OS Mobile più diffusi si dividano la torta delle applicazioni scaricate a livello
internazionale.
Nello specifico però gli utenti più propensi ad acquistare applicazioni sono i possessori di Apple device e cosi sarà secondo Nielsen anche per i prossimi anni, mentre nel 2013 ci dovrebbe essere una tendenziale
crescita di Android fino ad arrivare a quota 20% del
mercato.

2.2 Le applicazioni nelle strategie dei 100 top spender italiani

Come emerso dal report della School of Management del Politecnico di Milano in Italia siamo di fronte ad un vero e proprio boom delle mobile application: tra le 100 aziende “top spender” la metà ha almeno un’applicazione presente negli Store Mobile, [133 applicazioni, +129% rispetto al 2010].
L’App Store si conferma il principale tra gli application store, oltre il 70% di queste applicazioni sono presenti sullo Store di Apple, mentre Android, pur cresciuto molto nel 2011, viaggia intorno al 18%.

2.3 L’uso che fanno gli utenti italiani dello smartphone
Forte la crescita della geolocalizzazione, circa il 56% degli utenti [soprattutto possessori di iPhone] fornisce il consenso ad essere localizzato, e degli strumenti social, anche se poi per il 44% le connessioni avvengono a casa o sotto rete Wifi. Elementi probabilmente imputabili all’elevato costo nelle connessioni nel nostro Paese e al tempo libero a disposizione che vede gli utenti connettersi prevalentemente la sera.
Infine, il 77% conosce il Qr-Code, ma solo il 20% lo utilizza.

3.1 Rise APP: principi guida del mobile app marketing

Gli application Store sono ormai un oceano rosso [cit. Strategia Oceanoi Blu W. Chan Kim, Renée Mauborgne]. Luoghi in cui migliaia di applicazioni
competono nella quasi totalità dei casi a colpi di prezzo e di features, occupando territori spesso già battuti e saturando alcuni settori.
Mettere in campo strategie di marketing e promozione solo successivamente al debutto negli store, è già troppo tardi. La pianificazione – insieme ad alcune attività – deve iniziare già in una fase precedente, sfruttando le aspettative che un’app innovativa può generare.
Uno dei modi migliori e semplici per generare interesse sulla propria applicazione in fase di sviluppo è costruire una landing page. Una vetrina semplice, che includa un mockup dell’applicazione che gira su un mobile device, una descrizione delle funzionalità di base, il tutto supportato da social button che ne permettono la condivisione con un solo click,incoraggiando allo stesso tempo meccanismi “Member get member”. Questo, inoltre, è uno dei pochi casi in cui il Direct Email Marketing funziona ancora. Le persone – se positivamente colpite dalla launch page
– saranno incoraggiate a iscriversi a una waiting list per essere primi a ricevere aggiornamenti o fornire feedback su versioni private dell’app.

Una campagna di video teaser, ovvero un breve trailer, che sappia stimolare la curiosità attorno all’applicazione, ne narri una storia e prepari alla vera e propria campagna lancio può trasformarsi nello strumento ideale
per “stuzzicare” interesse, curiosità e passaparola tra i potenziali influencers della Rete.
A questo punto diventa sempre più importante coinvolgere attivamente la propria audience, gli utenti che hanno dato fiducia al concept, che hanno seguito lo sviluppo dell’applicazione e che nella fase di lancio devono essere resi partecipi con test in anteprima.
Che si tratti di inviti personalizzati e/o codici sconto, alcuni application Store permettono di sfruttare meccanismi di giveaway anche quando l’applicazione non è ancora disponibile pubblicamente per il download.
Nel percorso descritto, che mira a supportare il lancio e la visibilità di un’applicazione, c’è un elemento ancora più importante: la forte collaborazione tra sviluppo e marketing, tra la ricerca e le features di prodotto.

3.2 Promuovere un’app: le 5 cose da non fare mai

a. Non incudere una Call-to-action
Non dimenticare di dire agli utenti cosa devono fare in modo chiaro e preciso. Potrebbe essere utile fare un training iniziale per far scoprire le funzionalità della tua applicazione o di una nuova release.

b. Dimenticare di fare test e controlli
Nella fretta non dimenticare di verificare e controllare eventuali errori. Sono la principale causa di commenti negativi sugli store.

c. Focalizzarti solo sulla vendita

Esistono diverse possibilità di fare soldi con un’applicazione mobile [Freemium, l’ads, ecc.], ma non partire con l’obiettivo di vendere qualcosa
a tutti i costi. Se la tua app raggiungerà una considerevole quota di mercato arriveranno anche i soldi.

d. Sviluppare un’app inutile

Molte lo sono, ma la maggior parte sono utilizzate una sola volta e poi cancellate. Considera piuttosto la possibilità di diventare indispensabile per un utente e adatta a mano a mano il tuo business plan in funzione di feedback e popolarità.

e. Non prevedere una strategia di lancio

Poniti degli obiettivi, pianifica e agisci.
Essere su uno Store è solo un primo passo, il secondo è dire al mondo che esisti.

3.3 Promuovere un’app: le 5 cose da fare

a. Coinvolgere blogger ed opinion leader

Confeziona un buzz kit con materiale esclusivo e diffondilo sollecitandone la pubblicazione.

b. Fai parlare la tua applicazione

Utilizza gli strumenti che la Rete ti offre gratuitamente: blog e social network. Twitter è molto adatto a fornire aggiornamenti, ricevere feedback
e relazionarsi con i propri utenti.

c. Fai pubblicità

Pianifica un budget, individua il tuo utente tipo e raggiungilo attraverso banner display su Google, Facebook e Mobile.

d. Fai strategie di prezzo

Una volta che la tua applicazione ha raggiunto un buon seguito puoi stimolare nuovi potenziali utenti facendo leva sul prezzo. Questo potrà aiutarti a generare passaparola e scalare velocemente le classifiche.

e. Pianifica l’uscita su più piattaforme

Parti con App Store, qui trovi una tipologia di utenti particolarmente propensa al download, ma porta poi la tua applicazione anche su Android
Market. Se i risultati ti premiano considera anche la possibilità di sviluppare per altri sui market di altre piattaforme.

4. WANNABE STARTUPPER?

4.1 AAA Cercasi beta tester disperatamente

BetaBait è online da poco più di un mese ed è il perfetto punto di incontro tra startup e gli smanettoni che si vogliono proporre come beta tester. In pratica è un marketplace per applicazioni web, mobile e social.
Prima di rilasciare un’applicazione è necessario trovare degli utenti disposti a provarla e non è sempre semplice. Ottenere feedback è indispensabile per andare sul mercato dopo aver fatto un buon debug.

4.2 Launching soon

Less is better? Più info o meno dettagli per la launch page di un’applicazione. Uno tra gli strumenti più promettenti è Launch Effect App. Permette di creare una campagna virale per la propria applicazione in
pochi minuti. Il risultato e’ una pagina web con form di registrazione per raccogliere email degli utenti, una short URL da condividere sui canali social, e statistiche accessibili sull’andamento delle conversioni e l’indicazione degli utenti più attivi e più virali.
La roadmap delle caratteristiche che verranno implementate è decisamente attraente e serrata, vale la pena segnarla tra i preferiti e vedere quali nuove possibilità ci sono per la propria applicazione.

4.3 Dall’idea al prodotto

E’ fondamentale scoprire i limiti di un’applicazione prima di parlare di sviluppo e di codice. Per questo, anche senza competenze di designer, esistono strumenti semplici da utilizzare che permettono in pochi passi di realizzare wireframe e mockup che faciliteranno la fase di sviluppo.
Il mockup è infatti una bozza iniziale dell’interfaccia e del layout di un progetto. Serve non solo per porre le fondamenta per la creazione di una vera e propria interfaccia grafica [che poi verrà creata con un apposito programma grafico], ma è anche lo strumento più immediato ed efficace per far capire come funzionerà l’applicazione.
Per farlo c’è l’ormai noto ,Balsamiq, con il suo stile “carta e penna”, e per rendere il tutto più collaborativo, c’e’ invece Join.me.

4.4 Studia, analizza, migliora
Migliorare sulla base dei feedback degli utenti. E soprattutto, sul loro comportamento. Questo è il primo comandamento per ogni applicazione, e per rispettarlo si deve ricorrere a strumenti che permettono un’analisi puntuale dei Key Performance Indicators stabiliti. Un’attenta raccolta e analisi di dati sull’utilizzo che gli utenti fanno dell’applicazione e delle sue diverse funzioni permette infatti sia di migliorare l’usabilità che le revenue.
Flurry è uno degli strumenti più utilizzati, insieme a Localytics che funziona per iOS, Android, BlackBerry, Windows Phone and HTML5 apps. Il vantaggio di Localytics è il suo abbonamento gratuito “Community” per sviluppatori e publishers indipendenti. Attraverso l’esame di questi dati, gli stessi sviluppatori saranno in grado di implementare nuove strategie [ad esempio, un cambiamento nel prezzo] per rendere più attraente l’applicazione.
Un altro strumento lo fornisce Mopapp, una startup italiana che permette il monitoraggio delle prestazioni delle app destinate a tablet e smartphone sugli store online, dai dati di vendita agli introiti ottenuti tramite la pubblicità.

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(Fonte: Republic+Queen)
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